Manuale di scrittura creativa

 
 

Ve lo sarete chiesto molte volte. Avete una storia, una storia vostra. Volete scriverla. Cominciate, ma poi in quelle dieci pagine che avete davanti vi sembrerà di avere esaurito tutto quello che c’era da scrivere. A quel punto guardate i libri della vostra biblioteca e vi domandate: come hanno fatto questi signori a scrivere duecento o trecento pagine di storie bellissime?». Grazie ai consigli di Roberto Cotroneo, imparerete quali sono i processi creativi che portano alla scrittura, quali decisioni prendere prima di cominciare a scrivere un testo narrativo, quali tecniche usare e in quali tranelli è opportuno non cadere. Esercizi pratici vi aiuteranno a capire come si costruisce una trama narrativa, i dialoghi e le digressioni, come descrivere ambienti e situazioni, come creare i personaggi, come tirare fuori il vostro stile. Non mancheranno le voci fuori campo di esperti come Andrea Camilleri, Stas’ Gawronski, Roberto Gilodi e Piergiorgio Nicolazzini, che vi verranno in soccorso suggerendovi quali libri consultare, quali scuole di scrittura poter frequentare, quali editori contattare per vedere finalmente il vostro libro pubblicato. Per chi ha provato almeno una volta l’ansia da pagina bianca, per chi è uno scrittore ma non lo sa ancora: la teoria è questa, la passione la vostra.

Come inizia


C’è una storia che racconto spesso ai miei corsi di scrittura. Lo faccio per capire meglio che tipo di studenti ho di fronte. Chiedo: se venite a sapere che un meteorite distruggerà la terra entro un mese, e non rimarrà nessuna forma di vita, continuereste a scrivere il racconto, il romanzo, o soltanto il diario personale a cui state lavorando? Molti rispondono di sì, e non sanno che stanno dicendo una cosa non vera.


Non lo fanno in cattiva fede, credono davvero che continuerebbero a scrivere. In realtà questa domanda serve a introdurre il principio basilare di qualsiasi scrittura: si scrive per gli altri, mai solo per se stessi. E soprattutto, si scrive per essere letti. Ora voi direte: e quelli che tengono un diario che non danno da leggere a nessuno? Quelli non scrivono solo per loro stessi? Ma la risposta anche questa volta è spiazzante: non lo distruggono perché in fondo al loro cuore sperano comunque di farlo leggere a qualcuno un giorno, un eletto, l’unico magari degno, ma quel qualcuno potrebbe un giorno condividere con loro il piacere della scrittura.


La scrittura è una forma di comunicazione, non è una forma di solitudine: si scrive per raccontare qualcosa a qualcuno. Lo si fa all’inizio pensando che quel qualcuno sarà un amico, il fidanzato o la fidanzata. Poi, man mano che si prende coraggio, quel qualcuno smette di avere un volto, e diventa una moltitudine indistinta. A quel punto si capisce che si sta diventando scrittori veramente.

Si scrive per gli altri dunque. Ed è questa la molla che spinge a farlo. Cominciare da questo punto è fondamentale, perché, scrivere per gli altri vuol dire innanzi tutto farsi capire, e farsi delle domande: sulle storie che si vogliono raccontare, sul come raccontarle, e soprattutto sul perché farlo.

VAI AI MATERIALI SU MANUALE DI SCRITTURA CREATIVAMateriali_Manuale_di_scrittura.html

www.robertocotroneo.net